Sulle tracce dei Romani

Tra leggende e romanità

Pont-Saint-Martin: dove tutto inizia

Pont-Saint-Martin, 5 aprile 2019

Varcando il confine con il Piemonte dal piccolo comune di Carema, scoprirai che il primo paesino della regione più piccola d’Italia è Pont-Saint-Martin (e ti svelo un segreto: si pronuncia alla francese oppure puoi dire Ponte, che tutti ti capiranno!)

Pont-Saint-Martin è un piccolo centro ai piedi della Valle del Lys: un torrente che scende impetuoso dal Monte Rosa per tuffarsi nella Dora Baltea, da sempre teatro delle due leggende chiave del paesino.

Ponte Romano

I Romani nel 25 a.C., dopo aver imposto il loro dominio sui Salassi (popolazione locale), cominciarono la costruzione della rete urbanistica. L’obiettivo era collegare Eporedia (Ivrea) ad un capoluogo verso il confine: Augusta Praetoria (Aosta), per poi proseguire la Via delle Gallie. Però per arrivare ad Augusta Praetoria c’erano diversi ostacoli da superare come il torrente Lys.

Il Ponte

Il ponte di Pont-Saint-Martin ha un’arcata unica a sesto ribassato di quasi 32 metri di luce (vedi foto 2) e un’altezza di 20 metri nel punto massimo.
Ci sono però delle difficoltà a datare il ponte, essendoci delle anomalie nella struttura, che per alcuni studiosi sono indice di epoche differenti, normali per opere simili soggette a un uso frequente.
Per gli appassionati consiglio il Museo del Ponte Romano in cui potrai trovare tutte le informazioni tecniche dell’arco.

Dettagli tecnici del Ponte

Le leggende

Il Diavolo e San Martino

La prima leggenda vede come protagonisti il Diavolo e San Martino.
Il vescovo di Tours percorrendo il suo pellegrinaggio verso Roma, trovò ristoro in un piccolo borgo vicino al torrente Lys. Durante la notte il torrente si ingrossò e portò con sè la passerella che collegava le due rive.
Gli abitanti della borgata desideravano un ponte bello, grande, solido e che costasse poco. Così il vescovo li rassicurò e promise loro il ponte.
San Martino voleva ingannare il Diavolo. Così i due si incontrarono e trovano un accordo: il Diavolo avrebbe costruito il ponte bello, grande e solido in una notte, ma si sarebbe preso la prima anima che lo avesse attraversato.
La mattina seguente i primi raggi di sole fecero luce sul Ponte e sul suo costruttore che come un leone aspettava la sua preda da portare negli inferi. Il vescovo astuto prese un pezzo di pane e lo lanciò sul ponte lasciando alle grinfie del Diavolo un cane. Il maligno infuriato per la beffa, cominciò a distruggere la sua opera ma il vescovo piantò una croce nella breccia e il Diavolo scomparve per sempre.
Per ringraziare il Santo gli abitanti diedero alla loro borgata il nome di Pont-Saint-Martin.

La Ninfa del Lys

C’era una volta, sopra una piccola borgata di nome Réchanter, una giovane ninfa con il suo bambino brutto. La giovane decise un giorno di andare in paese e astutamente aspettò che una donna si voltasse per scambiare i bambini. La ninfa contenta della sua vittoria tornò nel suo nido scavato nella roccia. Ma in pochissimo tempo le donne del paese avevano capito che era stata lei a fare lo scambio. Si riprese suo figlio e si infuriò. Fece cadere una pioggia torrenziale, tanto da ingrossare le acque del torrente Lys e creare un’onda sulla quale adagiarsi con il bambino.
In lontananza vide un ponte con moltissima gente sopra, stavano urlando. Subito pensò che la stessero insultando e si ingrossò ancora. Poi si accorse che gli abitanti di Pont-Saint-Martin urlavano: “Bellissima Ninfa risparmia il nostro Ponte! Bellissima Ninfa ti supplichiamo!”.
Commossa passò sotto al ponte senza arrecare danni e scomparve nella Dora.

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