Borghi & Castelli, Eventi

Il Guercino: riflessioni di una non critica

Non è consentito effettuare foto all’interno della mostra, le opere che troverete non sono state fotografate da me ma sarà citata la fonte, mentre le foto degli esterni della mostra sono mie.

Mostra il Guercino – Opere da quadrerie e collezioni del Seicento

Chi era il Guercino?

Giovanni Francesco Barbieri, un uomo prima di tutto e poi un pittore. Nacque a Cento nel 1591 con un difetto all’occhio destro, da cui prese il nome d’arte: il Guercino.

La mostra al Forte di Bard

La mia visita inizia osservando il ritratto dell’artista realizzato da Benedetto Gennari Junior che mette in risalto il difetto del nonno.
Proseguiamo il percorso nella seconda sala dove ci imbattiamo nei due grandi dipinti: San Paolo Eremita Nutrito dal Corvo del 1652 e Santa Maria Maddalena del 1655. Nel San Paolo Eremeta Nutrito dal Corvo lo sfondo svanisce dietro la presenza del protagonista. Prendono il sopravvento il volto pieno di dettagli, il fisico leggermente velato e la mano tesa verso il corvo. Il dipinto di Santa Maria Maddalena, invece, si immerge nel paesaggio ombroso, come in una contemplazione dello stesso. Alcuni elementi contraddittori tra loro mi colpiscono: la croce appoggiata ai suoi seni nudi della donna e il verde cupo sul lato destro in contrasto con la roccia e le radici spoglie sul sinistro.

David VS Saul

Guercino – David contro Saul

Passando alla terza sala si nota quanto l’artista sia legato alla fede cristiana. Nella prima tela troviamo Cristo e la Samaritana intenti in una conversazione. Successivamente troviamo il Matrimonio Mistico di Santa Caterina in cui la donna è intenta a sposarsi con il neonato Cristo. Uno sguardo ci colpisce e veniamo catturati da Sant’Agostino, dipinto con degli occhi neri profondi che ci osservano assieme alla pecorella.
Infine troviamo Saul contro David, ricchi di dettagli quasi da sembrare in 3D. Lo sfondo cupo dal lato di Saul, il re furioso scagliatosi contro David, si contrappone al bagliore di azzurro dietro a David che scappa con la lira in mano quasi danzando.

San Sebastiano Curato da Irene – 1619

Cambiamo sala e ci troviamo circondati da dipinti dai colori cupi e intensi. L’effetto quasi 3 dimensionale caratterizza tutti questi dipinti. Vengo catturata dal grande dipinto San Sebastiano Curato da Irene del 1619. Irene baciata dal sole sembra possedere un’aurea speciale, le tonalità chiare prevalgono sullo sfondo scuro che si contrappone a tutto il resto del quadro.

Le virtù

Passiamo nella sala delle dimostrazioni di virtù, incontrando per prima la Cleopatra Morente che come narrato da Plutarco si tolse la vita con quel che il Guercino dipinse magicamente: l’apide. E’ la volta di Ercole e Atlante, dipinti assieme ad altro quadro rappresentante Endimione non presente nella mostra. Si ipotizza che siano stati realizzato come omaggio all’astronomo Galileo Galilei, protetto, all’epoca, dalla corte fiorentina dei Medici, nonché committenti delle opere. Infine troviamo Catone come modello di integrità: suicidarsi per non rinunciare ai propri ideali.

Un tocco leggero finale

Passiamo nella penultima sala dove troviamo alcuni Nudi ricollegabili all’Accademia del Nudo di Cento. Troviamo anche alcuni “schizzi” a matita o penna su carta.
Proseguendo nell’ultima sala troviamo disegni e stampe del pittore. Il fil rouge di questi quadri è sicuramente la sacralità delle rappresentazioni, passiamo da -Venere, Adone e Cupido- a -Giove e Semele-, alla Carità.

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